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ABADIA DE NOSSA SENHORA DE FONTGOMBAULT  CELEBRA TODA A LITURGIA  NA REFORMA DO MISSAL FEITA POR SÃO JOÃO XXIII
EM 1962 E LIBERALIZADA POR SUA SANTIDADE BENTO XVI EM 7/7/2007 COM O MOTU PRÓPRIO "SUMMORUM PONTIFICUM".
ACTUALMENTE A COMUNIDADE CONTA COM CERCA DE 60 MONJES E FUNDOU MAIS OUTRAS 5 ABADIAS DE QUE ELA É A CASA-MÃE,
TODAS REZAM O BREVIÁRIO MONÁSTICO EM LATIM E A A SANTA MISSA É SEMPRE CELEBRADA NA FORMA EXTRAORDINÁRIA EM
FORMA SOLENE E CANTADA EM GREGORIANO.


  

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sábado, 31 de janeiro de 2015

A Santa Missa - Na História e Na Mística


 ou
Informações e explicações da origem, desenvolvimento e fixação definitiva e universal dos ritos, cerimônias, orações, textos bíblicos e eclesiásticos da Santa Missa, acompanhados de piedosas considerações e breves súplicas, próprias para despertar interesse e assistir com fruto ao Santo Sacrifício Divino
por
Lidvino Santini S.J.
Livro de 1940 - 380 págs


PREÂMBULO
Copiosa e vasta é hoje a literatura sobre  a história e a explicação da Liturgia.
Os ardentes desejos do Pai da Cristandade, Pio X, de ver renovado o antigo zelo e fervor pela Liturgia, encontraram Ecoem numerosos filhos que, sobretudo na Europa, se entregaram de corpo e alma ao estudo da história da Liturgia.

OGGI FESTA DE DON BOSCO. "Istruzione sulla s. Messa", SCRITA DA DON BOSCO



 


DON BOSCO: Istruzione sulla s. Messa




Istruzione sulla s. Messa



Presso tutti i popoli, che la storia ricorda, troviamo il sacrifizio non solo interno e del cuore, come per esempio la rassegnazione e la preghiera, ma anche l'esterno, il quale solo, propriamente parlando, appellasi sacrifizio. Il sacrifizio fu in ogni tempo considerato come parte essenziale del divin culto. Sotto il nome di sacrifizio strettamente e propriamente parlando s'intende una offerta esterna di un oggetto materiale fatta a Dio, quale supremo ed infinito padrone, da un ministro pubblico e a ciò deputato (il sacerdote) a fine, coll'immutazione {96 [104]} od anche colla totale distruzione di quest'oggetto materiale, di attestare e riconoscere solennemente il supremo dominio di Dio sopra tutte le cose[4]. In questo senso gli ebrei offrivano, secondo la prescrizione di Mosè, vari sacrifizi, i quali oltre i particolari loro fini figuravano ancora l'unico sacrifizio del cristianesimo e ricordavano la necessità della penitenza senza aver la forza di operare la conversione dei cuori, e la remissione dei peccati. Al contrario il sacrifizio del cristianesimo opera per propria virtù nelle anime il pentimento, il perdono dei peccati {97 [105]} e la santificazione degli uomini: ed è perciò il compimento d'ogni sacrifizio, è la fonte più feconda delle celesti benedizioni, è il mezzo più potente per condurre le anime all'eterna felicità.

Questo sacrifizio d'infinito valore offrivalo Gesù Cristo Dio-Uomo morendo sulla croce a fine di riconciliare la caduta umanità colla santità e colla giustizia del suo Eterno Padre, e per farci ritornare figliuoli di Dio ed eredi del paradiso. Al compimento di questo sacrifizio in croce dovevano, secondo le profezie, cessare tutti i sacrifizi giudaici, e questo sacrifizio della croce si doveva in perpetuo rinnovare e rappresentare in una maniera incruenta, cioè non sanguinata, affinchè tutti i fedeli, col partecipare a questo sacrifizio, partecipassero di continuo ai meriti di Gesù Cristo, porgessero a Dio il debito tributo di adorazione, di ringraziamento e di preghiera, ed entrassero in intima comunicazione col loro divin Redentore.

Questo eccelso sacrifizio dal quale tanto bene deriva ai fedeli, ed eccita sentimenti di fede, {98 [106]} speranza e carità, umiltà, pentimento, obbedienza, divozione a Gesù Cristo, è la s. Messa dei cattolici, siccome fu dai profeti predetta, e realmente da Gesù Cristo instituita. Che la Messa sia un vero sacrifizio lo definì il Concilio di Trento con queste parole: « Se alcuno dirà non venir nella Messa offerto al Signore un vero e proprio sacrifizio, oppure questo sacrifizio in nient'altro consistere, che nella partecipazione di Cristo, sia scomunicato. » (Sess. XXII, can. I).

Fra le profezie sulla s. Messa più rilevante avvi quella del profeta Malachia; Iddio per bocca di questo profeta parlando agli ebrei, loro dice: « Io più non ho in voi compiacenza alcuna, e non riceverò più dalle vostre mani alcun sacrifizio. Imperocchè dall'oriente fino all'occidente il mio nome è grande fra i popoli, e in tutti i luoghi viene offerto al mio nome un sacrifizio mondo. Imperocchè il mio nome sarà glorioso fra i popoli, dice il Signore degli eserciti. » (Malach. I, 11). Inoltre per bocca del profeta Davide l'Eterno Padre dice di Gesù Cristo (Salm. 109): Tu sei sacerdote in eterno {99 [107]} secondo l'ordine di Melchisedecco il quale offrì al Signore pane e vino (Gen. XIV, 18).

La Chiesa cattolica sulla scorta dei santi Padri ha sempre applicate ambedue queste profezie alla Messa. Fra i ss. Padri che parlano di questo sacrifizio s. Ireneo, il quale fiorì nel secondo secolo della Chiesa, dice: Cristo prese ciò che in virtù di sua creazione era pane, rese grazie e disse: questo è il mio Corpo, e similmente il Calice.... lo riconobbe suo Sangue, e instituì perciò il novello sacrifizio della novella alleanza, che la Chiesa ricevette dagli apostoli, e in tutto il mondo offre a Dio: del qual sacrifizio Malachia predisse: Dall'oriente ecc.

È chiaro pertanto che nelle addotte profezie il Signore annunziò:

1° L'abolizione del sacrifizio dell'antica legge, anzi l'abolizione della legge medesima. Ciò dimostrasi sovratutto da quelle parole di Malachia: Io più non ho in voi compiacenza alcuna, e non riceverò dalle vostre mani alcun sacrifizio.

2° L'istituzione di un novello sacrifizio. Malachia infatti parla di un sacrifizio {100 [108]} che allora non esisteva ancora, perciò non di un sacrifizio puramente interno di ringraziamento, di lode o di buone opere che allora già esisteva, e che gli antichi patriarchi sempre offrirono fin dal principio del mondo. Inoltre il profeta oppone questo sacrifizio ai sacrifizi dei sacerdoti ebrei, esterni e reali: ciò vuol dire, che sarebbe anche questo un sacrifizio esterno e reale. Finalmente lo chiama mondo, tale cioè che non resterebbe macchiato dall'indegnità dell'offerente, la qual cosa non può essere dei sacrifizi puramente spirituali, i quali più o meno partecipano dei difetti dell'umana debolezza.

Annunzia un sacrifizio, che nel merito intrinseco e nell'eccellenza avrebbe di gran lunga superati i sacrifizi giudaici e pagani. Lo chiama mondo ancora per opposizione a quelli de' giudei e del gentilesimo, i quali od erano impuri, ovvero non possedevano alcuna virtù interna di comunicare agli uomini la grazia e l'interna santità.

4° Questo novello sacrifizio doveva {101 [109]} avere una somiglianza col sacrifizio di Melchisedecco, il quale offri pane e vino (Gen. XIV). Dunque anche questo doveva avere l'aspetto di pane e di vino. In questo senso il Messia, che lo avrebbe instituito e offerto, sarebbe sacerdote secondo l'ordine di Melchisedecco, e non secondo l'ordine di Aronne (il quale doveva offrire carne e sangue di animali) col quale nome avrebbe dovuto essere chiamato, se il profeta con questo sacrifizio avesse voluto solamente parlare del sacrifizio sanguinoso della croce.

Questo sacrifizio inoltre non sarebbe offerto in un luogo solo, come i sacrifizi giudaici si offrivano nel solo tempio di Gerusalemme, nè una sola volta, come il sacrifizio della Croce, ma su tutta la superfìcie della terra, dall'oriente all'occidente, e sino alla fine del mondo. Per questo motivo il Messia autore del medesimo, che pel primo l'offrì, non vien semplicemente chiamato sacerdote, ma sacerdote in eterno, perchè per mezzo de' suoi ministri offrir doveva ogni giorno all'Eterno {102 [110]} Padre il sacrifizio incruento della propria carne e del proprio sangue.

Siccome dunque il sacrifizio predetto tanti anni prima da Malachia non può essere il sacrifizio incruento della croce, nè un sacrifizio interno di lode o di buone opere, e meno ancora un sacrifizio dei giudei e dei gentili, bisogna di necessità intendere il sacrifizio instituito dal divin Salvatore nell'ultima cena, il quale non cessò mai da quel tempo di essere offerto in ogni parte del mondo dai sacerdoti della sua Chiesa. Un breve sguardo a quanto Egli operò in quella cena, e a ciò che si opera nella Chiesa Cattolica, finirà di convincerci di questa verità.

La vigilia di sua passione, mentre gli apostoli mangiavano, così l'Evangelista s. Matteo, Gesù prese del pane, lo benedisse, lo ruppe e lo distribuì ai suoi discepoli dicendo: prendete e mangiate, questo è il mio Corpo. Poscia prese il calice, rese grazie, lo diede ai suoi discepoli, dicendo: bevetene tutti, imperciocchè questo è il mio Sangue, Sangue del novello testamento, il {103 [111]} quale sarà sparso per molti in remissione dei peccati.Con s. Matteo si accordano pienamente gli altri Evangelisti, e la narrazione di s. Paolo. E poichè qui si trovano tutti i requisiti di un vero sacrifizio, non si può mettere in dubbio, che Gesù Cristo non abbia offerto nell'ultima cena un vero e reale sacrifizio. Noi vi troviamo 1° la benedizione, la preghiera di lode e di ringraziamento a Dio datore di ogni bene; 2° la immolazion della vittima: cioè nella conversione separata in virtù delle parole di Cristo, del pane nel Corpo e del vino nel Sangue, vi troviamo se non reale, una mistica separazione del sangue dal corpo, e con ciò uno stato di vittima; 3° la partecipazione al sacrifizio, che era pure una delle condizioni dell'olocausto pacifico. Poichè ebbe Cristo offerto nell'ultima cena questo sacrifizio puro ed immacolato, predetto dai profeti, egli lo instituì e ordinò a tutti i luoghi, popoli e tempi, come un monumento di sua passione e morte da conservarsi per sempre nella sua Chiesa: e perciò aggiunse: Fate ciò in memoria{104 [112]} di me. Con le quali parole diede agli Apostoli ed ai loro legittimi successori, i vescovi e gli altri sacerdoti, non solamente la potestà, ma il comando di fare ciò che aveva fatto egli stesso.

Pertanto la Messa della Chiesa Cattolica è l'adempimento di questo divin comando, ed è una continua ripetizione, e rinnovazione di quel sacrifizio instituito da Gesù Cristo nella vigilia di sua passione. La cosa è chiara per chiunque voglia paragonare l'uno coll'altro sacrifizio. Imperocchè come in quello Gesù Cristo 1° ringraziò Iddio, 2° cangiò il pane ed il vino colla sua onnipotente parola, 3° diede in cibo e bevanda ai suoi discepoli la propria carne e sangue; così nella s. Messa sono contenute queste tre parti essenziali, 1a l'offerta col ringraziamento, l'Offertorio ed il Sanctus, 2a la transostanziazione, 3a la comunione. L'introito della Messa fino al Vangelo, e le preghiere che accompagnano questa prima parte non sono punto essenziali al sacrifizio, ma furono stabilite fino dai primitivi tempi della Chiesa per innalzare sempre {105 [113]} più la maestà di questo sublime mistero, e rendere a noi più sensibile il pregio infinito di quest'azione.

Dalle cose fin qui dette risulta ancor chiaro, che la Messa è essenzialmente lo stesso sacrifizio che Gesù Cristo offrì sulla Croce, e in ciò solo si differenzia, che quello fu cruento cioè sanguinoso, questo è incruento, cioè senza spargimento di sangue. Tanto nell'uno quanto nell'altro vi ha la medesima vittima, il medesimo offerente Gesù Cristo. In croce Gesù Cristo offrì sè medesimo al suo celeste Padre in remissione dei nostri peccati; nella s. Messa offre parimenti se stesso per noi per mezzo del sacerdote. Onde questi non pronunzia già le miracolose parole della consacrazione in persona propria, ma a nome di Gesù Cristo; non dice: questo è il Corpo di Cristo, ma questo è il mio Corpo. Perciò Gesù Cristo è vero sacerdote in eterno secondo l'ordine di Melchisedecco. Egli è che quotidianamente per mano de' sacerdoti offre sui nostri altari il sacrosanto sacrifizio della sua carne e del suo sangue sotto {106 [114]} le specie di pane e di vino. A questo proposito dice s. Tommaso d'Aquino: Non potendo alcuno in veruna circostanza rappresentare la persona di un altro senza averne prima ottenuta l'autorità, Gesù Cristo autorizzò alcuni, i soli apostoli e loro successori, i sacerdoti, per essere i veri ministri di questo sacrifizio eucaristico. Imperocchè a loro soli ha detto: fate questo in memoria di me.

È chiaro altresì che la dottrina della transostanziazione del pane e del vino nel Corpo e Sangue di Gesù Cristo, e la credenza nella presenza reale e permanente di lui sono i fondamenti del dogma della s. Messa. Questa dottrina e la fede nella presenza reale ricavasi apertamente dalle parole di Cristo agli apostoli, e dal costante sentimento della Chiesa, la quale cominciando dagli immediati discepoli del Salvatore ha sempre creduto così. Questo pensiero deve essere per ogni anima cristiana feconda sorgente di profondissima divozione. Imperciocchè dopo diciannove secoli si trova Gesù nella SS. Eucaristia {107 [115]} presente non già per simbolica ricordanza, ma in persona, vivo, e in tutta la pienezza di sua grazia, del suo amore. Egli vi si trova Dio e Uomo in istato di vittima, quale avvocato, pregando l'Eterno suo Padre che guardi benigno il suo popolo pentito. Egli vi si trova per ottenere misericordia e perdono dei peccati, specialmente a quelli, che a lui di cuore si rivolgonoLEGGERE...

La unión extraordinaria con Nuestra Señora, el cíngulo para medir su misericordia

Las Maravillosas Revelaciones de Nuestra Señora de El Buen Suceso:

La unión extraordinaria con Nuestra Señora, el cíngulo para medir su misericordia





             “Entonces aparecía, en una inmensa claridad, una hermosa y linda señora con un preciosísimo niño en el brazo izquierdo y un báculo en el derecho. En el báculo había una cruz de diamantes, los que relucían, cada uno, como un sol, y en medio de la cruz, una estrella de rubíes, teniendo grabado el nombre de María, que despedía un conjunto de luces, cada una más brillante que la otra.”

“La humilde madre Mariana, confundida en su propio conocimiento, no se creía digna de tal favor. Su corazón, purificado de varios afectos, era una brasa ardiente de Amor Divino, y creía que era alguna ilusión fantástica, causada por sus grandes sufrimientos; y, recobrando las fuerzas, extendió sus brazos diciendo:
“Hermosa Señora, ¿quién sois y qué queréis de mí en este lugar oscuro en que me encuentro con mis hijas sufridas?"
Entonces la visión divina fue de esta manera:
“Hija predilecta de mi corazón y esposa amada de mi Divino Hijo, tu humilde entendimiento te atrae a mi Corazón así como el orgullo que reina en esta pobre colonia me aparta de ella…Por esto, es voluntad de mi Hijo Santísimo que tú misma mandes a ejecutar mi imagen bajo la invocación de El Buen Suceso y te apresures a colocarla en la cátedra de la Abadesa, para que yo desde allí gobierne mi monasterio! Y la imagen tendrá que ser tallada tal como ves!”
Oyendo estas palabras, la madre Mariana abrió su espíritu a María Santísima, su Madre Celestial y Abadesa, y le dijo con timidez:
“Hermosa y linda Señora, vuestra hermosura me encanta. ¡Oh! Si me fuera dado dejar la tierra ingrata para elevarme con Vos al Cielo! Mas permitidme que os haga saber que ninguna persona humana, por más entendida que fuese en el arte de la escultura, podrá trabajar en madera vuestra encantadora Imagen, tal como me pedís, con todos los detalles. Enviad a los ángeles del Cielo, pues yo no sabría explicar a criatura alguna, ni menos podría saber y dar la talla de vuestra estatura”.
Nuestra Señora le dijo entonces, entre otras cosas:
“…En cuanto a la altura de mi talla, mídela tu misma con el cordón seráfico que traes en tu cintura” (*)
La Madre Mariana respondió:
“Linda Señora, mi Madre querida, ¿atreverme yo que soy sólo viandante  a tocar vuestra frente divina, cuando ni los espíritus angélicos pueden hacerlo? Vos sois el Arca Viva de la Alianza, y si Osa, sólo por el hecho de haber tocado el Arca Santa para evitar que cayese al suelo, cayó muerto, cuánto más yo, mujer pobre y débil”.
Nuestra Señora dijo:
“Me alegra tu humilde temor y veo el amor ardiente a tu Madre del Cielo, que te habla; trae y pon en mi mano derecha tu cordón, y tú, con la otra extremidad toca mis pies”.
Luego de que la madre Mariana, temblando de júbilo, amor y reverencia, hizo lo indicado, la Reina del Cielo, Nuestra Señora, prosiguió:
“Aquí tienes, hija mía, la medida de tu Madre del Cielo; entrégala a mi siervo Francisco del Castillo, explicándole mis facciones y mi postura; Y él trabajará exteriormente mi imagen porque es de conciencia delicada y observa escrupulosamente los Mandamientos de Dios y de la Iglesia; ningún otro será digno de esta gracia”.
Es con este bellísimo relato que el Padre Manoel de Souza Pereira, OFM (siglo XVIII) describe la tercera aparición de Nuestra Señora de El Buen Suceso a la venerable sierva de Dios, madre Mariana de Jesús Torres, ocurrida el 16 de enero de 1599, precisamente en instancias en que las santas fundadoras del Monasterio de la Inmaculada Concepción de Quito sufrían una cruel persecución de parte de pésimas hermanas del convento, las que habían iniciado una revolución que tenía por objeto acabar con la autoridad de dicho claustro. Esto, a tal punto que la madre Mariana, abadesa del convento en ese entonces, fue encarcelada en una prisión por las monjas rebeldes. En dicho encierro, la Santísima Virgen le ordenaría la ejecución de una imagen que debía gobernar el monasterio. Para esto, la Madre de Dios pondría un empeño reiterado en que fuera medida su estatura. ¿Por qué esta insistente solicitud de la Reina del Cielo? ¿Qué significado tendría esta apertura tan íntima de su alma? ¿Encierra algún simbolismo? Invitamos al lector a descubrir, en el presente artículo, el velo de este lindísimo acto de confianza que Nuestra Señora pide de cada uno de nosotros.


Escudo de la Orden de la Inmaculada Concepción, adornado en sus bordes por el cordón franciscano

Segunda medición de Nuestra Señora de El Buen Suceso. Anuncio de la muerte del Obispo Salvador de Rivera

Transcurrieron once años, y la Santísima Virgen volvía a insistir a la madre Mariana en la confección de la imagen de El Buen Suceso, recalcando la suma importancia de esta advocación suya en los siglos futuros. Para esto le ordena ir en busca del obispo, escogido por la Providencia para consagrar dicha imagen, y decirle sobre la importancia de su elaboración, debiendo ser colocada a la cabeza del monasterio que lo consideraba de su propiedad y así gobernarlo desde allí 
La Santísima Virgen decía entonces en aquel día del 21 de enero de 1610, durante su cuarta aparición:
Aplacarán la ira divina quienes a mí recurran bajo la invocación de El Buen Suceso, cuya imagen pido y mandes que hagas ejecutar con presteza para consuelo y sustento de mi monasterio y de los fieles de ese tiempo [siglo XX y lo sucesivo]”.
Esta devoción será el pararrayos colocado entre la Justicia Divina y el mundo prevaricador, para impedir que se descargue sobre esta tierra culpable el formidable castigo que merece”.
“Hoy mismo, cuando amanezca, irás a hablar con el obispo y le dirás que yo te pido mandes a esculpir mi imagen, para ser colocada a la cabeza de esta comunidad, a fin de tomar posesión completa de aquello que por tantos títulos me pertenece. Y como prueba de la veracidad de lo que dirás, morirá él dentro de dos años y dos meses, debiendo desde ya prepararse para el día de la eternidad, porque su muerte será violenta”. (La muerte de Monseñor Salvador de Rivera se dio el 24 de marzo de 1612)
Ante las órdenes maternales de Nuestra Señora, la madre Mariana respondió:
“Bella Señora que atraéis mi corazón y lo eleváis hasta Dios, la imperceptible hormiguita que tenéis ante vuestra presencia no podrá referir al artista vuestra estatura”.
La Reina del Cielo le contestó, comunicándole una vez más sus deseos de ser medida:
“Nada de esto te preocupe, hija querida. En cuanto a mi estatura, trae acá el cordón que te ciñe y mídeme sin temor, pues a una madre como yo le agrada la confianza respetuosa y la humildad de sus hijos”.


Madre Mariana de Jesús Torres

Entregando su cordón en tales divinas manos, la madre Mariana le dijo a Nuestra Señora:
“Reina del Cielo y Madre Querida, aquí tenéis la cuerda para mediros. ¿Quién la sostendrá en vuestra hermosa frente?, pues yo no me atrevo”.
Ante esto, y luego de que los tres arcángeles, San Miguel, San Gabriel y San Rafael, levantaran la imperial corona de la Santísima Virgen, Ella misma colocó una punta del cordón en su frente llena de belleza, mientras la Madre Mariana tocaba con la otra punta sus divinos pies, quedando así establecida la medida para la elaboración de la imagen.

Tercera medición, 2 de febrero de 1610

Transcurrieron dos semanas y Nuestra Señora remarcaba que la hechura de la imagen no se podía postergar más. Llama mucho la atención la disponibilidad que Ella tendría en ser medida nuevamente, esta vez, por tercera ocasión
El día 2 de febrero de 1610, a la una de la mañana, la madre Mariana rezaba, como de costumbre, en el coro alto del convento, y a la vez, meditaba sobre la humildad de María Santísima en el soberano misterio de la Purificación. Al terminar su oración resolvió ir a descansar. En eso, se sintió en presencia de su Madre Santísima de El Buen Suceso, que estaba cercada de luces que esparcían estrellas dispuestas en forma de arco. Así, Nuestra Señora le dijo, entre otras cosas:
“Con la hechura de mi imagen favoreceré al pueblo en general a través de los siglos. Ve cuanto antes a hablar con el obispo…y apresúrate en mandar a esculpirla porque el tiempo vuela y solo dispone de dos años de vida el actual obispo gobernante, escogido para consagrar mi imagen con los santos óleos”.
Como anteriormente, la Madre Mariana, no podía ocultar a la Reina del Cielo su incapacidad muy natural para describir sus facciones al escultor escogido; y solicitó a la bella Señora medir su estatura.
Entonces la Santísima Virgen le dijo:
“Las facciones de mi imagen no deben preocuparte, pues serán como yo quiero que sean, para los altos fines a que está destinada”.
“Dame ahora la punta del cíngulo que traes a tu cintura, símbolo de pureza de la esposa del Divino Jesús”.
De inmediato, la madre Mariana corresponde al pedido de la Santísima Virgen; y, mientras le tocaba el pie derecho con una de las puntas de su cordón, levantó sus ojos y vio al Niño Jesús tocando, con la otra punta, la frente de su Divina Madre, abrazándola con amor de hijo y complacido por la belleza con que la había adornado al llenarla de gracias, dones y virtudes para hacerla su madre. Estirándose como elástico, el cordón alcanzó la altura la altura de la Santísima Virgen. Acto seguido, el Niño Jesús extendió su mano y lo entregó a la Madre Mariana diciéndole:
“Esposa mía, aquí tienes la tan deseada estatura de mi Madre Santísima.
“Conserva este cordón con veneración”.
Tres días después, esto es, el 5 de febrero de 1610, el escultor español Francisco de la Cruz del Castillo, con devoción y entusiasmo, recibía de la madre Mariana la medida de la altura de la imagen cuya elaboración iniciaría siete meses después, el 15 de Septiembre, para ser precisos.
                                                                   Continuará....

quinta-feira, 29 de janeiro de 2015

Sou a Rainha das Vitórias e a Mãe do Bom Sucesso

Nossa Senhora do Bom Sucesso 
  Sou a Rainha das Vitórias e a Mãe do Bom Sucesso
Há 400 anos Nossa Senhora apareceu a uma religiosa espanhola no mosteiro das concepcionistas em Quito (Equador), e ordenou que se confeccionasse uma imagem sua sob as invocações do título, profetizou impressionantes acontecimentos para os séculos futuros, inclusive o nosso
  • Carlos Antonio E. Hofmeister Poli
    Coronel do Exército de Cavalaria e Estado-Maior (R)
Nossa Senhora apareceu em 2 de fevereiro de 1610 a Madre Mariana de Jesus Torres, espanhola da alta nobreza, uma das oito fundadoras do mosteiro das concepcionistas de Quito, para ordenar-lhe a confecção de uma imagem a Ela dedicada. Estamos, portanto, no ano do IV centenário dessa aparição.
A milagrosa imagem de Nossa Senhora do Bom Sucesso venera-se no Monasterio Real de La Limpia Concepción, em Quito, primeiro convento de monjas contemplativas da América do Sul, fundado em 1577 sob os auspícios do rei de Espanha Filipe II.
Neste artigo serão apresentadas as importantes relações que a devocão a essa imagem tem com os dias atuais. No quadro abaixo, a apreciação de Plinio Corrêa de Oliveira sobre Ela, a ordem do universo e a civilização cristã. 

Plinio Corrêa de Oliveira, grande devoto de Nossa Senhora do Bom Sucesso
É fácil entender a particular devoção de Dr. Plinio, autor de Revolução e Contra-Revolução, a Nossa Senhora do Bom Sucesso. Com efeito, em suas aparições, Nossa Senhora previu a enorme crise de fé e moral de nossos dias e prometeu especial proteção a quem a Ela recorresse sob a invocação do Bom Sucesso. Ora, tendo ele tomado como ideal de vida combater a multissecular crise revolucionária que assola a civilização atual, para isso organizou e dirigiu uma reação verdadeiramente profética. Jamais duvidou da vitória dessa reação, pois sua esperança estava inteiramente posta na mediação universal d’Aquela que esmagou a cabeça da serpente.
Não havia invocação nem atributo autêntico da Santíssima Virgem que deixasse de despertar nele o mais nobre entusiasmo, manifestado de modo veemente ou discreto, conforme as circunstâncias, mas sempre relacionado com a ordem hierárquica do universo, do qual Nossa Senhora é a Rainha. Não seria incorreto dizer que este foi o ponto mais característico da sua vida de piedade.
Para Plinio Corrêa de Oliveira, as imagens de Nossa Senhora do Bom Sucesso e daVirgen Blanca que se venera em Toledo (Espanha) são as que mais correspondem à idéia que ele fazia de Nossa Senhora, tal como Ela se encontra em seu trono no Céu.
Sua jornada de trabalhos, e principalmente de lutas, estendia-se até as três horas da manhã, quando fazia a oração da noite, para a qual convidava os que com ele estivessem na ocasião: algumas preces, o ósculo de várias relíquias de santos canonizados, e concluía rezando três vezes a jaculatória Mater a Bono Successu, diante de um quadro d´Ela. Olhava-o com indizível ternura e se despedia de todos.

Histórico das aparições
Situemo-nos no ano de 1556. Matronas da cidade de Quito, devotas de Maria Imaculada (o dogma só viria a ser proclamado em 1854), desejosas de ter em sua cidade um mosteiro de religiosas concepcionistas, pediram a Filipe II a fundação naquela colônia de um mosteiro consagrado à Imaculada Conceição. O rei enviou, para atender a tão excelente pedido, um grupo de religiosas fundadoras, tendo à testa a Rvda. Madre Maria de Jesus Talvada, descendente de nobre e antiga casa da Galícia, e também a sobrinha desta, a cândida menina Mariana.
A par de sua candura, era Mariana notável por sua rara formosura de alma e de corpo. Grande devota do Santíssimo Sacramento, dotada do dom da profecia, conheceu as inumeráveis dificuldades e sofrimentos pelos quais passariam as religiosas; e, uma vez fundado o mosteiro, o ódio e as perseguições do demônio contra a comunidade ao longo dos séculos. Teve ainda conhecimento de que o mosteiro duraria até o fim do mundo, e que nele haveria sempre uma alma santa, em todos os tempos. Foi-lhe também revelado que a Rainha dos Céus comunicar-se-ia com ela por meio de aparições.
A 13 de janeiro de 1577, fundava-se o mosteiro. Mariana não pôde professar na ocasião, por ter apenas 13 anos. Iniciou seu noviciado e professou aos 15, com o nome de Mariana de Jesus.
A vida de Madre Mariana de Jesus Torres é um portento de santidade. Mantinha profunda intimidade com seu anjo da guarda, e sua devoção dominante era a Jesus Sacramentado. Êxtases, visões e revelações alternavam-se com terríveis perseguições, não só do demônio como também de religiosas relapsas.
Certo dia ocorreu com suas irmãs de hábito algo muito grave. Madre Mariana sofreu em silêncio e recorreu a Nosso Senhor, comunicando-Lhe seus tormentos. O Divino Redentor apareceu-lhe e disse:
— Quando te desposei, experimentei com cuidado tua vontade.
— Senhor — respondeuMadre Mariana — minha vontade está pronta, mas a carne é fraca.
Ao que Nosso Senhor acrescentou: 
— Não te faltará fortaleza, assim como não falta nada à alma que Me pede.1
Nesse momento, viu ela Jesus Cristo no Gólgota, quando Ele começava a agonizar. Aterrorizada, exclamou: “Senhor, sou eu a culpada, castiga-me e poupa teu povo!”. Apareceu-lhe então a Santíssima Virgem, que lhe disse:“Não és tu a culpada, mas o mundo criminoso. Estes castigos são para o séc. XX”. Viu então três espadas, cada uma com uma legenda: Castigarei a heresia; Castigarei a blasfêmia; Castigarei a impureza.2
A Santíssima Virgem prosseguiu: “Queres, minha filha, sacrificar-te por este povo?”. Madre Mariana respondeu: “Minha vontade está pronta”. As espadas cravaram-se em seu coração, e ela caiu morta pela violência da dor.3 Morreu verdadeiramente Madre Mariana, e foi apresentada ao juízo de Deus: o Padre Eterno regozijou-se por tê-la criado; o Filho Divino, por tê-la redimido e tomado por esposa; e o Espírito Santo, por tê-la santificado.
Estava no Céu a alma de Madre Mariana, enquanto na Terra se elevavam orações fervorosas por sua vida. Nosso Senhor, querendo atender a essas súplicas, fez Madre Mariana ver como as orações por sua vida subiam ao trono de Deus. Apresentou-lhe duas coroas — uma de glória imortal, e a outra cercada de espinhos — enquanto lhe dizia: “Esposa minha, escolhe uma destas coroas”. E a fazia entender que, com a coroa de glória, ficaria no Céu, ao passo que com a outra voltaria a padecer no mundo. Madre Mariana pediu que a Divina Majestade escolhesse, e não ela. Nosso Senhor respondeu:“Não. Quando te tomei por esposa, provei tua vontade, e agora faço o mesmo”.4
Madre Mariana teve então conhecimento do futuro do mosteiro, das monjas que se salvariam e das que se condenariam; das imensas calamidades do séc. XX, durante o qual choveria fogo do Céu, consumindo os homens e purificando a Terra; das almas daquele mosteiro, as quais, por sua santidade, aplacariam a cólera divina. Voltou-se então para Nossa Senhora e pediu que Ela mesma governasse o mosteiro; e aceitou retornar à Terra, tendo então escolhido, humilde e resignada, a coroa de espinhos. Regressava à vida, com seus 20 anos de idade.
Capa

Origem da milagrosa imagem
A vida de Madre Mariana de Jesus Torres, a quem Nossa Senhora do Bom Sucesso apareceu, foi escrita com admirável unção por Frei Manoel de Sousa Peraira, na segunda metade do séc. XVIII, baseando-se no Cuadernón,5 que ele pôde consultar. Este Cuadernón foi posteriormente escondido, em local e data desconhecidos, a fim de preservá-lo das perseguições religiosas pelas quais viria a passar o Equador nos séculos XIX e XX. No livro A Vida Admirável da Rvda. Madre Mariana de Jesus Torres”, de 264 páginas, no qual se baseiam estas linhas, Frei Manoel relata pormenorizadamente as três mortes e duas ressurreições de Madre Mariana, sua atuação como religiosa modelar, seus sofrimentos e lutas, os estigmas de Nosso Senhor Jesus Cristo (os quais ela recebeu aos 25 anos) e outros fatos extraordinários de sua admirável vida mística. Seu corpo incorrupto, que assim se conserva desde sua derradeira morte em 16 de janeiro de 1635, em capela de seu mosteiro, confirma alguns desses fatos.  
Neste artigo, limitar-nos-emos a abordar mais extensamente a aparição de Nossa Senhora para lhe ordenar a confecção de sua imagem, e como esta foi realizada; ocupar-nos-emos também das revelações que Madre Mariana recebeu da Santíssima Virgem, com referência particular aos dias em que vivemos.
No ano de 1610, rezava insistentemente Madre Mariana à primeira hora da madrugada, prostrada ao solo no coro, pelas necessidades de seu mosteiro, da colônia espanhola da América e da Igreja, quando notou a presença de uma Senhora de extraordinária formosura, sustentando no braço esquerdo um Menino belo como a aurora. Emocionada, a religiosa perguntou:
— Quem sois, linda Senhora, e que desejais de mim, que sou só uma sofrida monja?
— Sou Maria do Bom Sucesso, a Rainha dos Céus e da Terra. Porque me invocaste com terno afeto, venho do Céu consolar teu aflito coração. Tuas orações, lágrimas e penitências são muito agradáveis a nosso Pai Celestial. Na mão direita, tenho o báculo que vês, pois quero governar este meu mosteiro como Priora e Mãe. Satanás quer destruir esta obra de Deus, mas não o conseguirá, porque Eu sou a Rainha das Vitórias e a Mãe do Bom Sucesso, sob cuja invocação quero fazer prodígios em todos os séculos.
É vontade de meu Filho Santíssimo que mandes confeccionar uma imagem, tal como me vês, e que a coloques no trono da abadessa. Na minha mão direita porás o báculo e as chaves da clausura, em sinal de minha propriedade e autoridade. Em minha mão esquerda porás meu Divino Filho. Eu mesma governarei este meu Mosteiro.6
— Senhora —ponderou a religiosa — como realizar tudo isso, se até desconheço Vossa estatura?
— Dá-me o cordão franciscano que trazes à cintura.
A Santíssima Virgem o tomou e colocou uma de suas extremidades na mão de seu Divino Filho, que o aplicou à cabeça da Mãe, indicando a Madre Mariana que, com a outra ponta, tocasse seus pés. O cordão milagrosamente se esticou, até alcançar a estatura exata da Santíssima Virgem.
— Aqui tens, minha filha, a medida de tua Mãe do Céu. Meu servo Francisco del Castilho, a quem explicarás minhas feições e minha postura, talhará minha imagem, pois tem reta consciência e observa religiosamente os mandamentos de Deus e da Igreja. De tua parte, ajuda-o com orações e humildes sofrimentos”.7
Francisco del Castillo preparou-se com penitências, para tão alto encargo: confessou-se, comungou, e no dia 15 de setembro de 1610 iniciou a confecção da imagem. Quando faltavam apenas os retoques finais, certo de que a imagem, embora satisfatória, nem de longe representava o que Madre Mariana havia visto, resolveu não só fazer mais penitência, mas saiu de viagem em busca das melhores tintas para concluir o trabalho. De regresso, surpreendeu-se ao encontrar já concluída a imagem. Diante do bispo, fez juramento escrito para testemunhar que a imagem não era obra sua, e que a havia encontrado, ao voltar, com uma forma muito diferente da que havia deixado, seis dias antes.
Madre Mariana de Jesus descreve assim os acontecimentos: rezava às três horas da madrugada do dia 16 de janeiro de 1611, no coro, onde estava a imagem que ia sendo esculpida por Francisco del Castillo, quando viu os arcanjos São Miguel, São Gabriel e São Rafael, os quais se apresentavam diante do trono da Rainha dos Céus. São Miguel, saudando-a, disse: “Ave Maria, Filha de Deus Padre”; São Gabriel acrescentou: “Ave Maria, Mãe de Deus Filho”; e São Rafael concluiu:“Maria Santíssima, Esposa puríssima do Espírito Santo”. Nesse momento apareceu São Francisco de Assis, e se uniu aos três arcanjos. Seguidos da milícia celeste, acercaram-se da imagem semi-acabada, transformando-a e refazendo-a, dando-lhe uma beleza inigualável que mão humana jamais poderia conferir. A Virgem estava totalmente iluminada, como se estivesse no meio do sol. Do alto, a Santíssima Trindade olhava comprazida o que acontecia, e os anjos entoavam suas melodias. No meio de todas essas alegrias, a Rainha do Céu penetrou pessoalmente na imagem, como raios de sol que se introduzem em um cristal. Como que tomando vida, tornou-se resplandecente, e com celestial melodia cantou o Magnificat. Os anjos entoaram o hino Salve Sancta Parens (Ave, ó Santa Progenitora).
Essa foi a origem da milagrosa imagem de Nossa Senhora do Bom Sucesso.8
As extraordinárias revelações da Virgem Santíssima
Madre Mariana recebeu grande número de revelações, nas quais Nossa Senhora profetizou acontecimentos do século XX e vários que já se realizaram. Convido o leitor a tomar conhecimento de alguns, dentre muitos.
Talvez para algum leitor, habituado às precisões matemáticas de hoje (aliás, de si elogiáveis), seja útil mostrar antes a conexão entre o que Nossa Senhora diz sobre o século XX e o que se passa em 2010. Com efeito, cada século se define mais pelo desenrolar dos acontecimentos relevantes que nele se verificam do que pelos dois zeros que caracterizam o ano como múltiplo de cem. Assim, os historiadores situam a Revolução Francesa como acontecimento do século XVIII, ao passo que ela se prolongou, com sua difusão por Napoleão Bonaparte, até o Congresso de Viena em 1815; e só consideram concluído o séc. XIX com o fim da Belle Époque e o início da I Guerra Mundial, em 1914. Isto porque a conceituação mais adequada de um século reside no significado profundo que ele tem na arquitetonia da História. Outro exemplo: quando Paulo VI9 e João Paulo II10 tratam, com clareza e precisão, da tragédia ocorrida na Santa Igreja depois do Concílio Vaticano II, referem-se evidentemente a um fenômeno do séc. XX, tragédia que se prolonga e se desdobra até nossos dias.
“Um presidente verdadeiramente católico”
Em aparição de 16 de janeiro de 1599, Nossa Senhora disse a Madre Mariana: “A pátria em que vives deixará de ser colônia e será república livre; então, chamar-se-á Equador e necessitará de almas heróicas para sustentar-se no meio de tantas calamidades, públicas e privadas”. Previsão cumprida 200 anos depois. Nessa mesma aparição, a Santíssima Virgem afirmou:“No séc. XIX haverá um presidente verdadeiramente católico, varão de caráter, a quem Deus dará a palma do martírio, na mesma praça onde está este meu convento. Ele consagrará a República ao Divino Coração de meu Filho Santíssimo, e esta consagração sustentará a Religião católica nos anos posteriores, os quais serão amargos para a Igreja”. Com efeito, em 25 de março de 1874, Gabriel Garcia Moreno [foto] tornou o Equador a primeira nação da América consagrada ao Sagrado Coração de Jesus. E no ano seguinte, a 6 de agosto, entregou sua alma a Deus, assassinado pelos inimigos da fé, na mesma praça em que está situado o mosteiro. Antes de expirar, escreveu no solo, com o próprio sangue: Dios no muere.11
“Quando tudo parecer perdido, será o início do triunfo da Santa Igreja”
Em aparição de 2 de fevereiro de 1634, Nossa Senhora do Bom Sucesso entregou o Menino Jesus a Madre Mariana. Em seus braços, Ele revelou-lhe a proclamação do Dogma da Imaculada Conceição, quando “meu Vigário” (o Papa) estiver cativo; e o dogma da Assunção, depois de o mundo sair de um banho de sangue. O que se verificou, respectivamente, em 1854, no pontificado do Bem-aventurado Pio IX, e após a II Guerra Mundial, em 1950.
Em 8 de dezembro de 1634, a Rainha do Céu e da Terra indicou a Madre Mariana que sua invocação de Bom Sucesso iria ser a sustentação e guarda da fé, face à total corrupção do séc. XX. Ela predisse que, “nesses tempos de calamidade, quase não haverá inocência infantil [...], a atmosfera estará saturada de impureza, a qual, como um mar imundo, correrá pelas ruas, praças e lugares públicos com uma liberdade assombrosa, de maneira que quase não se encontrarão no mundo almas virgens[...]. Quanta dor sinto ao te manifestar que haverá muitos e enormes sacrilégios públicos e também ocultos, profanações da Sagrada Eucaristia. [...] Meu Filho Santíssimo será lançado ao solo e pisoteado por pés imundos. [...] O Sacramento da ordem sacerdotal será ridicularizado, oprimido e desprezado, porque nesse sacramento se oprime e denigre a Igreja de Deus e a Deus mesmo, representado em seus sacerdotes. [...] O Sacramento do matrimônio, que simboliza a união de Cristo com a Igreja, será atacado e profanado em toda a extensão da palavra [...]. Impor-se-ão leis iníquas, com o objetivo de o extinguir, facilitando a todos viverem mal”.12
Dramaticamente essas profecias indicam o que ocorre em nossos dias em relação aos sacrilégios, ao sacerdócio e àquilo que seria então inacreditável: a legalização de uniões de indivíduos do mesmo sexo, como se elas fossem casamento.
E Nossa Senhora do Bom Sucesso acrescentou: “Quando tudo parecer perdido, será o início do triunfo da Santa Igreja. O pequeno número de almas que guardarão o tesouro da fé e das virtudes sofrerá um cruel e indizível padecer, a par de um prolongado martírio [...], haverá uma guerra formidável e espantosa, na qual correrá sangue de nacionais e estrangeiros, de sacerdotes e de religiosas. Essa noite será terrível, pois parecerá ao homem o triunfo da maldade. Será chegada, então, a hora em que Eu de maneira assombrosa destronarei o soberbo e maldito Satanás, pondo-o abaixo de meus pés e sepultando-o no abismo infernal. Deixarei por fim livres, a Igreja e a pátria, de sua cruel tirania [...]. Ora com insistência, pedindo a nosso Pai Celeste que se compadeça e ponha termo, o quanto antes, a tempos tão nefastos, enviando à Santa Igreja o prelado (do latim, “praelatus” — aquele que vai à frente),que deverá restaurar o espírito de seus sacerdotes. A esse filho meu muito querido amamos, meu Filho Santíssimo e Eu, com amor de predileção, pois o dotaremos de uma capacidade rara, de humildade de coração, de docilidade às divinas inspirações, de fortaleza para defender os direitos da Igreja e de um coração terno e compassivo, para que, qual outro Cristo, atenda o grande e o pequeno, sem desprezar o mais desafortunado que lhe peça luz e conselho em suas dúvidas e amarguras [...]. Em sua mão será posta a balança do Santuário, para que tudo se faça com peso e medida, e Deus seja glorificado”.13
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“Alegre e triunfante, qual terna menina, ressurgirá a Igreja”
Em outra ocasião, revelando a mesma situação com ênfase diferente, Nossa Senhora do Bom Sucesso diz:“Tempos funestos sobrevirão, nos quais, cegando na própria claridade, aqueles que queriam defender em justiça os direitos da Igreja, lsem temor servil nem respeito humano, darão a mão aos inimigos da Igreja, para fazer o que estes quiserem. Mas ai do erro do sábio — o que governa a Igreja —, do Pastor do redil que meu Filho Santíssimo confiou a seus cuidados. Mas quando aparecerem triunfantes e quando a autoridade abusar de seu poder, cometendo injustiças e oprimindo os débeis, próxima está sua ruína. Cairão por terra estatelados. E, alegre e triunfante, qual terna menina, ressurgirá a Igreja e adormecerá brandamente, embalada em mãos do hábil coração maternal de meu filho eleito e muito querido daqueles tempos, ao qual, se dócil prestar ouvido às inspirações da graça — sendo uma delas a leitura das grandes misericórdias que meu Filho Santíssimo e Eu temos usado contigo —, enchê-lo-emos de graças e dons muito particulares, fá-lo-emos grande na Terra e muito maior no Céu, onde lhe temos reservado um assento muito precioso, porque, sem temor dos homens, combateu pela verdade e defendeu, impertérrito, os direitos de sua Igreja, pelo que bem o poderão chamar mártir”.14
As profecias de Nossa Senhora à Madre Mariana de Jesus Torres impressionam, quer pela clareza com que predisse acontecimentos já realizados, quer pela exatidão com que descreve a imensa crise de nossos dias. E são inteiramente afins com as mensagens de Nossa Senhora em Fátima e em La Salette.
Considerações finais
Deus colocou no centro, e como razão de ser de toda a criação, a realeza de Nosso Senhor, e juntamente a de Nossa Senhora. Assim o esclarece a concepcionista Madre Maria de Ágreda em sua célebre obra Cidade Mística de Deus: “Em Cristo e em Maria estiveram previstas todas as demais obras, e por causa deles, de acordo com o nosso modo de falar, o Altíssimo sentiu-se mais empenhado a criar o restante das criaturas”.15Confirmando esta tese, basta o leitor considerar que Nosso Senhor Jesus Cristo é Deus verdadeiro e verdadeiro Homem; é uma só Pessoa, com as naturezas humana e divina; e Nossa Senhora, mera criatura, é Mãe de Deus. À luz da fé, portanto, não se podem conceber píncaros mais altos que o do Homem-Deus e o de sua Mãe Santíssima. Píncaros estes para os quais converge necessariamente toda a criação, que encontra neles seu centro e sua razão de ser.
Plinio Corrêa de Oliveira relacionava a imagem de Nossa Senhora do Bom Sucesso com a idéia que tinha de Nossa Senhora no Céu. Via ele nessa imagem algo que o remetia ao cume da ordem do universo: majestade, misericórdia, poder, beleza, justiça, bondade, pureza e superioridade incomparáveis, só transcendidas, de modo infinito, por Deus. Disto se tem melhor idéia considerando-se que, conforme explicitou Dr. Plinio, a ordem católica — a civilização cristã — é “austera e hierárquica, fundamentalmente sacral, anti-igualitária e antiliberal”.16
Austera, porque exige o cumprimento dos dez Mandamentos da Lei de Deus, como condição de perfeição.
Hierárquica, porque tudo quanto existe é desigual: Deus, infinitamente superior e supremo Legislador; e as criaturas — anjos, homens e seres irracionais — todas insondavelmente desiguais entre si.
Essas desigualdades criadas por Deus não são aterradoras e monstruosas, mas sim proporcionadas à natureza, ao bem estar, ao progresso de cada ser e adequadas à ordenação geral do universo, na qual o mais alto é, a um ou outro título, causa, modelo e mestre do inferior.17 Nessa escala hierárquica, tudo se reporta a Deus, infinitamente nobre, sublime e elevado. Nisto está o âmago da religiosidade.
Se assim é a ordem do universo — hierárquica, harmônica e austera — é compreensível que a humildade inclina ao amor às superioridades; portanto, à autoridade e à obediência. E o orgulho conduz ao ódio a toda desigualdade e à revolta contra toda lei, divina ou humana. Tal ódio, igualitário e subversivo, é o fator mais dinâmico da imensa crise moral que assola o mundo atual. Crise igualitária de revolta e permissivismo moral desenfreado.
Em Nossa Senhora do Bom Sucesso coexistem harmonicamente a representação tanto da suprema majestade quanto da bondade materna criadas, e de uma virginalidade e castidade inigualáveis — daí ser essa devoção particularmente indicada contra o espírito revolucionário de nossos dias. Espírito neopagão, de índole comunista, socialista e anárquica, característica esta que se patenteou na revolução da Sorbonne, de maio de 1968.
Sobre tudo isso paira a realeza de Nossa Senhora, presente em qualquer de suas invocações, pois Ela é sempre Rainha. Em Nossa Senhora das Dores, por exemplo, pois só uma rainha sofre daquela forma e com tamanha intensidade. A nota dominante dessa invocação, porém, convida à compaixão e à compunção. Nossa Senhora do Bom Sucesso apresenta-se-nos como rainha em toda sua grandeza. Como toda rainha, também é mãe, com toda sua maternalidade e ternura.
Conforme o pensamento de Dr. Plinio, toda mulher é rainha, na medida em que é mãe e esposa. Se isto é verdadeiro, por mais modesto que seja o lar, como será então quando se trata da Rainha do Céu e da Terra!
*       *       *
Para concluir, nada poderia ser mais eloqüente do que valermo-nos das palavras da própria Senhora do Bom Sucesso, dirigidas à Madre Mariana de Jesus Torres: “Eu sou poderosa para aplacar a Justiça Divina e alcançar piedade e perdão para toda alma pecadora que a mim recorra com coração contrito, porque sou a Mãe de Misericórdia, e há em mim bondade e amor”.18
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